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sabato 29 dicembre 2012

Re Artù e la ricerca del packaging perfetto.

Il Packaging perfetto esiste o è una leggenda come il Santo Graal ?
Può succedere che nelle aziende , seguendo i sentieri frenetici della quotidianità ,  si perda di vista la ricerca finale , la "Quest" dei cavalieri medievali : la ricerca di un packaging che risponda a tutti i requisiti e le aspettative che su di esso hanno i produttori , i consumatori e tutti gli attori che in qualche modo entrano in contatto con esso.
Vale la pena di ricordare quindi che il segreto per portare a termine la ricerca del nostro Santo Graal è che alla Tavola Rotonda del Packaging Design si possano sedere tutti i convitati , visibili o invisibili che siano.
Scopri di più nle mio nuovo post su il Brand.it

sabato 8 dicembre 2012

Packaging eco-illogico : la valigetta Melinda

Sono combattuto lo confesso. Quando ho visto questa "valigetta" per le mele Melinda ho avuto un sussulto. La prima reazione è stata :"bellissima , grande idea !". Poi ho fatto una riflessione : le valigette vengono messe nel carrello e poi nel sacchetto della spesa.L'utilità quindi della struttura è pari a zero.
La struttura è in cartone con una parte in plastica che sono in effetti separabili con facilità ma è la creazione di un packaging non necessario che mi lascia perplesso .
L'idea in sé è brillante ma assomiglia al cappottino per i cani : simpatico ma inutile.

sabato 1 dicembre 2012

Il Museo dei Formaggi

Può una pagina di (sublime) letteratura raccontare e spiegare cosa vuol dire fare Packaging Design ?
Può uno scrittore come Italo Calvino , a volte erroneamente giudicato freddo e "matematico" , farci sentire l'emozione che può trasmettere un prodotto presentato in modo efficace?
Può un racconto farci capire che il packaging deve parlare alla "pancia" del consumatore e non al suo cervello ?
Scopriamolo assieme nel mio nuovo post su ilbrand.it !

domenica 25 novembre 2012

Eco-shopper nel segno del ri-uso


Oggi ospito volentieri un progetto intelligente ed ecosostenibile :   Isobag 
Sappiamo da anni che una delle leve fondamentali per ridurre i rifiuti e il costo del loro smaltimento è quella del ri-utilizzo del packaging.
In altre parole se un packaging ha un utilizzo che va oltre quello di trasportare il prodotto fino a casa , allora possiamo sperare che non finisca nel cesto della carta o della plastica ma abbia una seconda vita , ritardando il momento nel quale diventerà un rifiuto da smaltire.
Nel caso che presento oggi la Packing Trade, azienda specializzata in sacchetti e shopper , ha creato una shopper per prodotti da asporto , caldi o freddi che siano,  che hanno la necessità di mantenere invariata la temperatura durante il trasporto.
Isobag  nasce proprio con l'idea di sostituire le tradizionali soluzioni usa e getta con una struttura e materiali che ben si prestano al ri-uso.
La shopper infatti può essere piegata e riposta in attesa di essere ri-utilizzata per portare una torta , un piatto o delle bottiglie ad un cena tra amici o nelle occasioni di feste in famiglia.
Il fondo piatto di grandi dimensioni , come si vede nelle foto , è fatto in modo da poter ospitare vassoi , casseruole e contenitori di grandi dimensioni.
Isobag è molto robusta e può portare pesi superiori al kg e garantisce una lunga durata della shopper per molti molti molti ri-usi !
Come ricordava il governo scozzese in una recente campagna di sensibilizzazione : "Re-member to Re-use you bags !"
Mi sembra che alla Packing Trade ci siano proprio riusciti !








sabato 17 novembre 2012

Uno sguardo oltre il packaging

 In un recente post per ilbrand.it "Surf neuronale sulle onde del packaging" ho avuto modo esporre il mio punto di vista sul packaging e sulla progettazione .
In sintesi dico che il ruolo del packaging designer deve essere anche quello di andare oltre l'aspetto funzionale e di osare qualcosa in più , di cercare di parlare più alla pancia che alla testa del consumatore .
Nello stesso periodo mi sono arrivate segnalazioni da alcuni amici (grazie a Marco e Andrea !) relative a packaging orginali , divertenti , provocatori e soprattutto in grado di suggerire terze , quarte e forse quinte dimensioni che vanno oltre gli aspetti più banali di un packaging.
Insomma con il packaging si può ancora inventare e stupire e le foto che riporto lo dimostrano in maniera chiarissima !







lunedì 22 ottobre 2012

La Messa.....in Macchina


La messa in macchina è una cerimonia pagana dall’esito incerto nella quale un giovane professionista, detto Product Manager , viene inviato presso una azienda di stampa con il compito di approvare la prima tiratura di uno stampato.
Il giovane professionista in questione ha in genere studiato economia , marketing & comunicazione, e di solito nulla sa del processo di stampa , cionondimeno si suppone che sia in grado di ottenere un buon risultato basandosi su un manufatto alieno detto “prova colore”  .
Una cerimonia basata su simili presupposti può avere esiti diversi che sono :
-       il PM si fida dello stampatore e accetta un risultato simile alla sua prova colore ma una volta in ufficio viene severamente redarguito dal suo capo o peggio la sua azienda contesta il prodotto .
-       Il PM non si fida dello stampatore e la cerimonia della Messa in Macchina può protrarsi ben oltre la giornata lavorativa con un progressivo deterioramento dei rapporti umani e interpersonali che non garantiscono comunque un buon risultato.
Per far si che i casi sopra citati non si verifichino non è necessario avere una conoscenza enciclopedica del processo di stampa ma semplicemente conoscere alcune regole base che possono aiutare il PM a raggiungere un risultato soddisfacente.
Le parti in corsivo fanno riferimento alle norme UNI 12647 riconosciute a livello internazionale.
Un buon riassunto di tali norme lo potete trovare cliccando qui .

sabato 6 ottobre 2012

La Farmacia : da tempio a bazar ?

Non credo ci sia bisogno di evidenziare una realtà che è sotto gli occhi di tutti.
Le farmacie si stanno rapidamente evolvendo e l'importanza del fatturato dei farmaci da banco , dei cosmetici , degli alimenti speciali e più in generale dei prodotti legati al benessere in senso lato è diventata preponderante rispetto al farmaco su prescrizione.
Come ha recentemente sintetizzato una anziana signora che faceva la coda assieme a me in farmacia  "sembra di essere al supermercato !".

domenica 23 settembre 2012

Santa's coming in town !!

Dai coraggio ....chi non sente già il profumo del Natale ?
Le vetrine illuminate , una spruzzata di neve , la lista dei regali da fare.....
No eh.....?
Ok io ci ho provato ma soprattutto mi piaceva far vedere una combinazione di packaging regalo che ho realizzato per il Natale 2011 in collaborazione con Ragno e con Stefania Payer (Responsabile Immagine ).
Esposti nel loro punto vendita di Valduggia devo dire che hanno sorpreso anche me per l'impatto e l'allegria che trasmettevano.
La sfida è stata soprattutto quella di realizzare i pack a forma di panettoncino destinati a contenere piccoli capi di biancheria come slip da donna o boxer.
La forma a panettone non è semplice da realizzare perchè il packaging deve formare delle linee curve mentre il cartoncino tende a piegarsi per linee rette.

domenica 16 settembre 2012

Shop like an Egyptian

Nessuno di noi quando si muove all'interno di un supermercato cammina e si muove come un geroglifico egiziano.
Questo significa che la nostra visione di una testata di gondola di solito avviene con una angolazione che è simile a quella che vediamo nella foto qui a fianco.
E allora per quale ragione la comunicazione visuale è spesso ancora orientata frontalmente come se i consumatori camminassero com gamberi o appunto come icone di un geroglifico ?

domenica 9 settembre 2012

Eco packaging vibrante....

Come amo spesso ripetere :  nessun prodotto può fare a meno di un buon packaging design nemmeno quelli le cui caratteristiche sembrano ovvie e scontate come Zig Zag.
Zig Zag è un innovativo sex toy dalla adattabilità e flessibilità estrema che lo rende diverso da ogni altro prodotto simile in commercio.
Forzando un po' il concetto direi che è l'iPhone dei vibratori.
Anche questo prodotto ha però bisogno di differenziarsi e far percepire la propria diversità
dai gadget simili affidando al packaging questo arduo compito.
Ecco perchè per sottolineare le sue caratteristiche e per rivolgersi a un target ampio e differenziato ha scelto di presentarsi nel punto di vendita con un packaging dalla forma inedita e con materiali totalmente riciclati.
L'aspetto generale del packaging avvicina Zig Zag al mondo del design e allo spirito provocatorio di alcuni prodotti di uso comune reiventati dai designers come ad esempio quelli di Alessi , facendolo uscire dai meandri oscuri e polverosi dei sexy shop.
Zig Zag diventa così un prodotto del quale si può parlare , ridere e scherzare come fosse l'ultima trovata di un designer un po' folle ma alla fine divertente e provocatoria .
Non più un oggetto da nascondere ma da esibire e mostrare come l'ultimo gadget di design uscito sul mercato.

sabato 1 settembre 2012

Lasciamo che un packaging ci racconti una storia....

La riflessione di oggi parte da uno studio di packaging regalo che abbiamo fatto qualche anno fa con Rotondo Design.
Il pack era destinato a una catena di locali , i "Colonial Cafè" e in particolare a essere utilizzato sia per regalare caffè che cioccolato.
Questi due prodotti erano molto particolari in quanto frutto di una ricerca e di una selezione accuratissime e quindi la questione di fondo era : "dato che il prodotto in sè come aspetto è identico ad altri simili , come possiamo aiutare chi decide di regalarlo a trasmettere il valore del prodotto ?"

domenica 29 luglio 2012

Eggy : l’uovo spray incoerente.

Come avevo annunciato settimana scorsa inizia da questo mese la mia collaborazione con il Blog "il Brand" .
Il primo post esamina il fenomeno di Eggy , l'uovo spray di Naturelle , e gli aspetti di coerenza del packaging rispetto al marchio.
Per leggere il post basta cliccare sul link http://www.ilbrand.it/?p=1875

domenica 22 luglio 2012

Citazione #2


"Se pensate che il packaging design costi troppo , provate a immaginare quanto vi può costare un pessimo packaging design"

Mona Doyle

Nuovi amici , nuovi stimoli !

A partire da questo mese collaborerò stabilmente con un blog che mi ha colpito ed entusiasmato per un singolare mix di freschezza e autorevolezza che sono un po' come le cipolle e la panna montata in cucina : rari da trovare assieme !

Oltre a dare ospitalità ad alcuni dei miei post già apparsi su questo blog ilBrand mi darà la possibilità di intervenire sugli argomenti che più mi stanno a cuore ovvero il packaging e il POP  ma con una particolare attenzione alla correlazione tra questi strumenti e il brand .
Quindi grazie agli amici de ilBrand e a presto sulle loro pagine !

www.ilbrand.it

domenica 15 luglio 2012

Un tavolo a prova di piccoli guerrieri !

Un tavolo in cartotecnica non è una novità ma costituisce sempre una sfida interessante.
Se poi il cliente è Lego e il tavolo deve resistere a qualche decina di bambini scatenati ecco che la sfida diventa davvero importante.
Alla fine , con l'apporto fondamentale del mio ufficio tecnico ce l'abbiamo fatta e questi tavolini hanno ospitato tanti piccoli guerrieri impegnati in
furibonde partite a colpi di spada e magie !

Dimmi chi ti accompagna ...e ti dirò come consumi !

"Meglio soli che male accompagnati" dicevano le nostre nonne in un adagio popolare del cui buonsenso a volte è lecito dubitare.
Se parliamo però di comportamenti d'acquisto sembra invece esserci un fondo di verità innegabile : i nostri acquisti vengono fortemente influenzati dalle persone che ci accompagnano nel nostro shopping trip.
Ricordo che ad esempio, in anni di consumi sicuramente diversi, si poteva affermare che :"i bambini sono protagonisti dei consumi perchè intervengono nei negli acquisti della famigliae , con le loro richieste , riescono a condizionare le scelte dei genitori." (Chiara Mauri , Come i bambini influenzano gli acquisti , Utet 1996)

domenica 8 luglio 2012

E la carta dove la butto ? Nell'umido !

No , non sto incitando al dissenso rispetto alla raccolta differenziata ma accolgo con gioia e segnalo l'arrivo in Italia di un nuovo tipo di cartoncino promosso da una cartiera finlandese.
Si tratta di un cartoncino per uso alimentare , proveniente da foreste a coltivazione controllata, che viene trattato con una sostanza di origine vegetale che lo rende COMPOSTABILE.
In altre parole , se lo utilizziamo per creare un packaging di prodotti alimentari , ad esempio un dolce, possiamo buttare tutto assieme nell'umido : residui e involucro !
Ecco infatti come si riduce il cartoncino dopo 14 settimane di permanenza nell'umido.

sabato 7 luglio 2012

Altro che shopper experience.....


Dal blog di una bravissima illustratrice, un piccolo ricordo di quello che rappresentavano i negozi al dettaglio o , per meglio dire , le botteghe .
Luoghi magici di profumi inebrianti e misteriosi barattoli che contenevano delizie e sorprese senza fine.
Magari è l'età o la memoria che mi tradisce ma certi negozi me li ricordo proprio così.
Il fatto che poi la zia del post citato sia anche la zia di mia moglie e io l'abbia conosciuta bene....beh non fa che aumentare la nostalgia di tempi nei quali la vitalità e la simpatia di chi stava dietro al banco faceva parte del servizio e l'attenzione al consumatore si vedeva anche da come veniva preparato un pacchetto.
Insomma si massimizzava la shopper experience senza saperlo....

domenica 1 luglio 2012

Una piccola idea....

A volte le idee semplici sono comunque efficaci.
Questa soluzione a scaffale aiuta il prodotto a differenziarsi evidenziando il contenuto .
Complimenti a chi l'ha progettata !

domenica 24 giugno 2012

Tatuare i consumatori per personalizzare l'offerta ? Una ideaEvoluzionaria !

Sabato mattina di un Giugno afoso.
Io , 48 anni , una professione nel settore cartotecnico , sposato e con un reddito medio , entro in un concessionario auto. All'ingresso c'è una zona di sosta con musica diffusa e ampie potroncine in pelle.
Alzo la manica della camicia rivelando il QR code tatuato sul mio avambraccio e lo passo sul lettore.
Una delle poltroncine della sala d'aspetto si illumina e una volta che mi sono accomodato, sul piccolo schermo LCD di cui è dotata,  parte una interessante puntata di uno dei miei programmi preferiti.
Lancio una occhiata distratta al ragazzotto di fianco a me che si sta godendo a bocca semi aperta l'ennesima versione di "Fuori in 60 secondi" , sorrido con sufficienza e mi concentro sul mio schermo.
Intanto nell'ufficio vendite si attiva un segnale nella postazione di un venditore che per età , attitudine e tratto di personalità è a me più affine.  Da un distributore situato nella sua postazione escono le brochures delle auto più adatte a me e un piano di finanziamento prudente e commisurato al mio reddito.
Dopo due ore lascio il concessiario con le chiavi della mia nuova station wagon e la sensazione di aver fatto il miglior affare della mia vita.
Non è fantastico ?



L'idea nasce da qui : negli esseri umani è innato il bisogno garantire il proseguimento dei propri geni attraverso la dimostrazione della  propria capacità di provvedere al mantenimento della prole .
Questi tratti in epoca preistorica venivano mostrati attraverso prove evidenti di vigoria fisica (una postura eretta e fiera) o di capacità di provvedere a se stessi e alla propria famiglia (abbondanza di cibo e un buon riparo ) .
L'evoluzione non ha cambiato il meccanismo ma lo ha trasformato nel bisogno di mostrare agli altri la nostra salute , forza e capacità di riprodurci attrverso i consumi , siano essi l'acquisto di un prodotto che la partecipazione a un master.
Tutto quello che noi comperiamo serve a definire il nostro posto nella società , la nostra posizione di subalternità o prevalenza rispetto agli altri e di conseguenza le nostre probabilità di perpetuare i nostri geni attraverso l'accesso a partner di alta qualità.
Se il bisogno quindi di acquistare beni e servizi è funzionale alla sopravvivenza dei nostri geni , il modo in cui consumiamo è definito invece da 5 tratti psicologici di base comuni a tutti noi.
I 5 tratti psicologici sono :
  • Apertura : apertura alle esperienze , ricerca delle novità, interessi nella cultura e nelle arti.
  • Coscienziosità : self control , affidabilità , capacità di rimandare la soddisfazione dei bisogni a favore di un piano di lungo periodo.
  • Stabilità : stabilità emotiva , maturità , resistenza allo stress.
  • Estroversione : atteggiamento amichevole , ricerca della compagnia e del divertimento , alta capacità di socializzazione.
  • Empatia : calore umano , simpatia e empatia verso l'altro , ricerca dell'armonia.
Questi cinque tratti , uniti al livello di intelligenza base del quale la natura ci ha dotati , definiscono in quale modo noi consumiamo.
Ogni tratto naturalmente può andare da un estremo all'altro e in questo modo spiegare alcuni tipi di consumo particolarmente evidenti .
Mi spiego meglio : un elevato livello di Coscienziosità mi dice di acquistare un auto grande , magari per la famiglia , ma con un piano di finanziamento commisurato  alle mie capacità economiche. L'auto sarà probabilmente un mini van a più posti e mostrerà al mondo la mia affidabilità e previdenza.
Un basso livello di Coscienziosità magari unito a un livello di intelligenza non elevato determinerà l'aquisto di una macchina sportiva potente con rate troppo alte per il mio reddito e una probabile distruzione dell'auto prima della fine del mutuo.
Anche questo acquisto però contribuirà a fare capire ai possibili partner quale sia la mia posizione rispetto alla vita e al mondo.
Veniamo quindi alle conclusioni : da anni i reparti di marketing delle aziende e i loro fornitori di ricerche di mercato si affannano a prevedere il comportamento di acquisto dei consumatori senza trovare la vera ricetta e la soluzione definitiva.
Questo accade perchè non conoscono la capacità predittiva dei 5 tratti di personalità sopra esposti e ne ignorano le applicazioni pratiche.
Ecco allora la grande idea : se ognuno di noi portasse tatuato il proprio tratto di personalità e il livello di intelligenza espresso in QI non ci sarebbero dubbi su quale tipo di offerta possa incontrare i nostri gusti o quale prodotto sia opportuno offrici .
Se queste informazioni fossero poi sintetizzate in un QR code potrebbero essere arricchite dalle innumerevoli sfumature che esistono tra un polo opposto e un altro di ogni tratto di personalità , sintetizzando così la complessità e unicità di ogni essere umano.
Insomma , mai più delusioni , mai più insoddisfazione per un acquisto sbagliato e maggiori chances di indirizzare la propria vita nella direzione che più desideriamo.

P.S.
Prima che chiamate l'ambulanza e mi facciate portare via con una camicia di forza preciso che non sono idee mie ma una mia interpretazione di "Must Have" di Geoffrey Miller.
Questo libro scritto con l'intenzione di fornire una critica radicale del consumerismo alla luce della Psicologia Evoluzionista, si presta invece a diaboliche reintepretazioni (come la mia ad esempio) capaci però di stimolare riflessioni profonde e innovative.
Basta non fermarsi a una lettura superficiale.

domenica 17 giugno 2012

Packaging eco-ILLOGICO ? Riciclato o riciclabile ?

Facciamo un po' di chiarezza per carità !
Il mio grido accorato si riferisce al fatto che sempre più spesso le aziende che incontro mi chiedono che il cartoncino che utilizzo per il loro packaging sia ecosostenibile , ecocompatibile , a impatto zero e simili.
La buona notizia è che il diffondersi di una coscienza ecologica tra i consumatori si riflette nelle strategie delle aziende innescando un circolo virtuoso grazie al quale il consumatore ottiene un cambio di strategia da parte dei produttori ed essi ottengono attenzione da parte del consumatore grazie alla loro politica di ecosostenibilità.
La notizia meno buona ma alla quale si può facilmente rimediare è che c'è ancora molta confusione sull'argomento e spesso le richieste che ricevo richiedono un approfondimento tecnico e conoscenza della materia prima .
Ho deciso quindi di creare una serie di post dedicati a questo argomento e il primo di essi è dedicato a fare chiarezza tra cartone riciclato e riciclabile.

Per cartone riciclato si intende un cartoncino fabbricato con carta o cartone di recupero che , una volta macerati e ridotti in pasta , vengono trasformati in nuovo cartone.
Il processo di recupero avviene a cura di aziende specializzate che recuperano gli sfridi di lavorazione dalle aziende trasformatrici o dai comuni che effettuano la raccolta differenziata.
Tralascio la parte più tecnica per dire che questo tipo di cartone per anni è stato reso stampabile grazie all'uso di clorati e altre sostanze chimiche nocive , ancora in uso presso alcune cartiere non europee , che venivano spesso riversati nei fiumi .
Ecco perchè oggi un cartoncino riciclato è bene che abbia la certificazione "chlorine free" con marchio ECF (Elementary Chlorine Free) in modo che siamo certi che la nostra scelta apparentemente eco-sensibile non avvenga a spese di qualche malcapitata trota .
Una scelta meno intuitiva ma sicuramente non meno intelligente è quella di utilizzare cartoncino con fibre vergini (legno in massima parte) che provengano però da cartiere certificate FSC .
Cosa significa ? Significa che il cartoncino proviene da cartiere che abbattono alberi per ricavarne la materia prima ma che effettuano una manutenzione delle foreste dalle quali traggono il legno piantando altri alberi in luogo di quelli abbattuti (di solito in un rapporto 1 a 10 per avere la sicurezza che statisticamente almeno un albero attecchisca in modo soddisfacente).
Questi cartoncini (spesso di provenienza svedese o finlandese) favoriscono il recupero e riciclo perchè gli sfridi di lavorazione vengono pagati dalle aziende che recuperano la carta rendendo vantaggioso per i produttori di packaging immagazzinare gli scarti per ricavarne un incasso.
Un incentivo economico , come ben sappiamo  tutti , è più efficace di mille campagne di sensibilizzazione.
Un ultimo elemento pratico : come riconosco i due tipi di cartoncino ?
Il "trucco" è semplice : basta prendere il pack che volete analizzare , ne strappate un pezzetto in modo che si "sfogli" mostrando la parte interna (che tecnicamente è detta "polpa").
Osservatela : se è grigia vuol dire che è cartoncino riciclato (ricavato cioè da carta da macero) , se è giallastro allora contiene fibre di legno ed è quindi facilmente riciclabile .


 




domenica 10 giugno 2012

Mono-mano packaging

"Senta Rotondo , ho bisogno di un packaging per bustine di una polverina energetica.."
"Ma è legale scusi ?"
"Ma cosa ha pensato , ma si figuri ! Si tratta di un energetico in polvere in bustine ma dato che il nostro cliente tipo la consumerà in movimento avremmo bisogno un pack che stia nel taschino di una camicia e si possa aprire utilizzando una sola mano"

il consumATTORE : quando il cliente ne sa più degli esperti..

Da sempre chi si occupa di comunicazione nel punto di vendita è abituato a scambiare idee e opinioni con persone che fanno il suo stesso mestiere.
Il consumatore è un personaggio evanescente sullo sfondo delle nostre elucubrazioni che assume di volta in volta l’aspetto di un severo censore (“Questo espositore non lo guarderà nessuno”) , di una vittima sacrificale (“Con questa campagna li becchiamo tutti “) o di perfetto imbecille (“ma se uno si appende a questo espositore e se lo tira addosso?”).
Il consumatore , purtroppo per noi , è ancora difficile da catalogare nei suoi comportamenti e spesso ci dobbiamo accontentare di capire ex post , dopo che una campagna si è conclusa , perché ha funzionato o no (“era una bella campagna ma troppo avanti…la gente non l’ha capita”).
Esiste però un tipo di consumatore che potremmo definire meta-consumatore o , come ho scritto nel titolo "consumattore",  che ha affinato a tal punto la sua percezione del marketing del  prodotto da consumare non solo l’oggetto ma anche la sua comunicazione.
E’ il caso di Federico Filacchione e dei lettori/consumattori del suo blog marketingconsumer.com che osservano , sezionano , promuovono o distruggono le più recenti campagne pubblicitarie.
Dato che il punto di vendita però è ormai riconosciuto come un vero e proprio new media mi interessava sottoporre a Federico alcune domane su questo argomento.

domenica 3 giugno 2012

La spesa ? È una guerra ! Strategie in tempo di crisi.

Fare la spesa  in tempo di crisi è diventata un vera guerra . Sul campo si contrappongono due forze con strategie e tattiche opposte.
Da una parte abbiamo la Grande Distribuzione che promette "Io ti metto a disposizione un gamma di prodotti in grado di soddisfare ogni tuo desiderio e di ogni prodotto ti fornisco una possibilità di scelta pressochè infinita in modo che tu possa trovare esattamente il tipo di soluzione che fa per te. Ti garantisco che i prodotti avranno un prezzo adeguato alla qualità e tanti di questi saranno in offerta per offrirti il massimo del risparmio" .
Dall'altra abbiamo un Responsabile d'Acquisto (una mamma , un single , una coppia di anziani) che risponde "Entro nel tuo punto di vendita sapendo di cosa ho bisogno perchè ho pianificato la visita e cercherò di ottenere il maggior risparmio possibile comprando l'indispensabile e approfittando di tutte le offerte che incontro".

sabato 26 maggio 2012

Toccatina e fuga......dall'acquisto

Inauguro con questo post un filone "quick facts" ovvero di piccole curiosità che emergono dalla ricerca sul comportamento del consumatore.
Paco Underhill , uno dei pionieri  dello studio del comportamento del consumatore nel punto di vendita, riporta infatti che il 70% delle donne , abbandona l'acquisto di un prodotto se la distanza tra se e altri consumatori è troppo ridotta e quindi si sente esposta a toccamenti o sfioramenti , anche involontari, da parte di altre persone.
Il problema diventa cruciale soprattutto nella fase di accesso ai prodotti che si trovano nella parte bassa dello scaffale e che per forza di cose si possono raggiungere solo piegandosi.
Se teniamo conto del fatto che nella parte bassa degli scaffali di solito trovano posto i prodotti a minor prezzo ma necessari, le cosiddette "commodities" , come ad esempio la candeggina o la carta igienica in confezioni risparmio , abbiamo la conferma che esiste una oggettiva barriera alla fruizione completa del punto di vendita da parte delle donne.

domenica 20 maggio 2012

Arti (?) Grafiche

Vista la giornata (pioggia , terremoto etc) mi concedo un post malinconico .
Il quadro nella foto è stato stampato da mio padre quando ancora , negli anni 70, aveva un senso parlare di Arti Grafiche.
Si tratta di una tiratura limitata di litografie firmate una per una da Ligabue .
Il racconto di questo stupendo lavoro era uno dei cavalli di battaglia di mio padre e partiva sempre con la descrizione della difficoltà di stampare con macchine a 1 colore (!) dei lavori così complessi ma soprattutto di come i rossi di Ligabue fossero stati creati e miscelati uno per uno e stampati a parte per rendere la stampa più fedele all'originale.
Ma come era possibile fare tutto questo con mezzi tecnici che oggi farebbero ridere ?

domenica 13 maggio 2012

Perchè nessun prodotto potrà mai renderci (veramente) felici

Prendo spunto da una interessante conferenza di uno psicologo sociale , Barry Schwartz ( http://www.ted.com/talks/barry_schwartz_on_the_paradox_of_choice.html), per fare qualche riflessione sui consumi e sul nostro rapporto con l'atto del consumo stesso.
In un'epoca apparentemente dominata dalla ragione e dalla razionalità delle macchine è difficile immaginare che esistano dei dogmi che non siano legati a una religione o a un credo politico.
L'opinione di Barry Schwartz è invece che i dogmi esistono e che ve ne siano il particolare due che sono sottesi alla civiltà occidentale sviluppata :

domenica 6 maggio 2012

Mission Impossible

"ti abbiamo chiamato perché dovremmo realizzare un porta leafllet che deve essere identico a una tipica mug Nescafè"
"bello , si potrebbe fare un semicerchio...."
"no no Marco aspetta .....deve proprio essere uguale a una tazza..."
Questo è il classico momento nel quale guardi il cliente e dici "ok ho capito ....non c'è problema" .
Poi esci , sali in macchina , ti guardi negli occhi riflessi nello specchietto e finalmente puoi dire :"e adesso come c...o faccio...."

Packaging Proustiani #2

In fondo è solo una scatola.....ma quanti hanno esclamato :"noooo...ma quante ore ci ho giocato !" ritornando con la memoria a questo gioco che si inchiodava più spesso di quanto non funzionasse ?

sabato 5 maggio 2012

La sostenibile leggerezza del packaging

Ci sono progetti ai quali ti affezioni in modo particolare e questo è davvero uno di quelli.
Sviluppato in stretta collaborazione con Stefania Payer che è la responsabile dell'immagine dei prodotti Ragno , questa linea di scatole è stata realizzata con un cartone ondulato sottilissimo "onda f" e lavorata con laminazione a caldo argento.