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domenica 6 maggio 2012

Mission Impossible

"ti abbiamo chiamato perché dovremmo realizzare un porta leafllet che deve essere identico a una tipica mug Nescafè"
"bello , si potrebbe fare un semicerchio...."
"no no Marco aspetta .....deve proprio essere uguale a una tazza..."
Questo è il classico momento nel quale guardi il cliente e dici "ok ho capito ....non c'è problema" .
Poi esci , sali in macchina , ti guardi negli occhi riflessi nello specchietto e finalmente puoi dire :"e adesso come c...o faccio...."

La faccio breve : alla fine abbiamo fatto realizzare un'anima in polistirolo e l'abbiamo ricoperta poi con del cartoncino (a mano....tutto a mano.....) ma ogni volta che accetto una missione impossibile mi rendo conto che uno dei dilemmi di questo mestiere è proprio decidere se fare sempre le stesse cose o se accettare qualche sfida rischiando magari di farsi male. Ma vuoi mettere la soddisfazione quando poi guardi il prodotto finito ?
Una delle cose singolari di questo lavoro è proprio che in ogni azienda si tramandano racconti di lavori impossibili , di clienti che minacciano sfracelli se non riesci a consegnare e tutti questi racconti si concludono con la descrizione di soluzioni geniali che iniziano sempre con "e allora mio fratello guarda la macchina da stampa e dice - ma se facessimo...-"
E li il viso segnato dall'inchiostro si apre in un sorriso e ti dice "beh morale...il giorno dopo abbiamo consegnato alle 8.00 puntuali "
E se ci faccio caso nessuno in questi racconti epici parla mai di quanto ha guadagnato quasi che la soddisfazione sia già premio a se stessa.
Bestie strane gli stampatori....