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domenica 29 giugno 2014

FAQ [ef-ey-kyoo]* #°5 : fondo a scatto , automatico o americano ?

Questo post nasce da una domanda di un cliente che mi ha chiesto:"Come faccio a capire se il fondo di una scatola è automatico o a incastro ? In base a quale criterio scelgo un tipo di fondo piuttosto che l'altro ?"   

La questione non è di poco conto in quanto se scegli un tipo di fondo piuttosto che un altro avrai tempi di montaggio della scatola radicalmente differenti e di conseguenza costi di formatura totalmente diversi. 
La terminologia usata dagli addetti ai lavori , come spesso accade , non aiuta a capire cosa stai davvero acquistando.                                                     
Pensa infatti che stiamo parlando di DUE tipi di chiusura che vengono di volta in volta definiti : " fondo americano , a scatto , automontante , autoformante , semi-automatico , a coda di rondine , a incastro...."           
Facciamo allora un po' di chiarezza .

Partiamo da due pack che , una volta chiusi , sono apparentemente identici.  
Ma è nel momento in cui provi a montarli che ti accorgi che stai davvero avendo a che fare con due chiusure totalmente diverse.
Vediamo la prima , che io chiamo "Fondo automatico" o " a scatto".
Il fondo è infatti pre-incollato e con un semplice movimento si monta e si incastra.

Per fissare il concetto nella memoria diciamo che è una scatola che puoi montare con una sola mano.
Basta una occhiata al video per capire di cosa parlo.

Il secondo tipo di fondo invece richiede 4 operazioni e , diversamente dal precedente , richiede per forza due mani .


I tempi di montaggio sono più lunghi e la corretta sequenza non è intuitiva.
La confusione relativa alla definizione di questo tipo di fondo purtroppo è massima .
C'è infatti chi lo chiama "ad incastro" , "semi-automatico" ma anche "automontante" rendendo difficile capire cosa stai davvero acquistando.
Per capirci il primo lo chiamerò "a scatto" e il secondo "a incastro"
La conseguenze della confusione terminologica non sarebbero gravi se non fosse che :
- il fondo a scatto è più complesso da incollare e di conseguenza costa di più di quello a incastro ma permette tempi di confezionamento più brevi.
- l'ambiguità dei termini tecnici rende difficile interpretare le offerte che ti vengono sottoposte.
Le conseguenze diventano chiare con un breve caso aziendale.
Un mio cliente produce zafferano in bustine .
Ha una macchina automatica che produce bustine di prodotto a velocità elevata.
A fine linea c'è una addetta che , oltre a dover controllare il corretto funzionamento della macchina , ha il compito di formare i contenitori da 12 bustine , riempirli e metterli su un bancale.
E' facile capire come il fondo a scatto sia fondamentale per permettere all'operatore di tenere il ritmo della macchina anche se il costo unitario del contenitore è di circa il 15% superiore a un prodotto con fondo a incastro.
Un contenitore con tempi di montaggio più lunghi permetterebbe si un risparmio sul prezzo unitario ma renderebbe necessario un addetto supplementare per il montaggio oppure una riduzione della velocità di produzione con un costo di produzione nettamente superiore al risparmio ottenuto.
Quindi , come spesso ricordo ai miei clienti , non cadere nella trappola di valutare solo il prezzo unitario ma chiedi sempre un campione o un disegno tecnico del packaging che stai acquistando.
Per chi volesse capirne di più rimando a un sito della Associazione dei Produttori di scatole in cartone ondulato che riporta gli schemi delle principali tipologie di scatole esistenti.