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sabato 6 ottobre 2012

La Farmacia : da tempio a bazar ?

Non credo ci sia bisogno di evidenziare una realtà che è sotto gli occhi di tutti.
Le farmacie si stanno rapidamente evolvendo e l'importanza del fatturato dei farmaci da banco , dei cosmetici , degli alimenti speciali e più in generale dei prodotti legati al benessere in senso lato è diventata preponderante rispetto al farmaco su prescrizione.
Come ha recentemente sintetizzato una anziana signora che faceva la coda assieme a me in farmacia  "sembra di essere al supermercato !".


Depurando il concetto dagli aspetti moralistici possiamo dire che la signora ha evidenziato un punto : la farmacia gode ancora di una fiducia da parte dei consumatori che è nettamente superiore a quella che viene riconosciuta ai nuovi format parafarmaceutici o ai reparti specializzati della GD , ma questa fiducia non può da sola supplire ad un approccio alla farmacia stessa come punto di vendita e di conseguenza alla applicazione delle regole base del visual merchandising.
Sembrano insomma ormai lontani i tempi nei quali le autorità di ogni piccolo paese comprendevano , oltre al parroco e al maresciallo dei carabinieri , anche il farmacista.
La farmacia di fatto è un punto di vendita come tutti gli altri e la regola "non visto / non comprato" può determinare il successo o l'insuccesso di qualsiasi prodotto non venga direttamente prescritto da un medico.
Il mio personale approccio , evidenziato in questo progetto realizzato per Menarini assieme a Rotondo Design , è semplice ma efficace :
  1. Occupare le zone calde del punto vendita 
  2. Sfruttare ogni zona del punto vendita conoscendone limiti e punti forti
  3. Creare materiali che si adattino a farmacie di metrature diverse 
  4. Stimolare il libero servizio e l'approccio diretto al prodotto
  5. Creare strumenti facili da assemblare e posizionare
  6. Evidenziare poche caratteristiche del prodotto in modo da non perdere immediatezza
  7. Dare coerenza grafica e materica a tutti gli elementi di visual merchandising