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domenica 29 aprile 2012

La regola della banana

Qualche anno fa (forse troppi) , all'interno di un workshop per P.O.P.A.I. , mi chiesero un focus sul packaging e sulle difficoltà che si possono incontrare nella progettazione di un artefatto comunicativo che funge da interfaccia tra consumatore / utente e prodotto.
Io mi presentai mostrando al pubblico una banana e un cd ancora sigillato.


La banana , spiegai , assolve da sola alla funzioni più importanti di un packaging :
  • Identifica il prodotto in maniera inequivocabile
  • E' unico e immediatamente riconoscibile
  • E' facile da gestire e da stoccare
  • E' esteticamente piacevole
  • Si apre con facilità anche se l'utente presenta difficoltà nella manipolazione (pensiamo ai bambini e agli anziani)
  • Inoltre , grazie alla sue macchie che diventano più scure con il passare dei giorni , fornisce informazioni chiare sulla sua data di scadenza che si aggiornano automaticamente. 
In altre parole fornisce in modo comprensibile informazioni fondamentali sul prodotto stesso. 
Mostrai poi al pubblico il cd confezionato e chiesi chi fosse mai riuscito ad aprire uno di quei prodotti senza l'ausilio di un taglierino o di unghie molto affilate.

Conclusi dicendo che in fondo , quando si progetta un packaging o uno strumento destinato a comunicare con il consumatore (un espositore o un cartello da vetrina) la Regola della Banana va sempre tenuta presente.
La creatività insomma può andare d'accordo con la semplicità e un progetto di comunicazione non può essere mai più complesso del progetto perfetto che è riassunto in una semplice banana.
Ecco , la filosofia che che sta dietro al mio modo di intendere la comunicazione nel punto di vendita è esattamente questa : 
  1. Andare oltre le logiche correnti
  2. Approfondire , studiare , capire
  3. Essere consapevoli che nessun progetto supererà mai in efficacia e semplicità quello di una semplice banana