Pages

sabato 29 dicembre 2012

Re Artù e la ricerca del packaging perfetto.

Il Packaging perfetto esiste o è una leggenda come il Santo Graal ?
Può succedere che nelle aziende , seguendo i sentieri frenetici della quotidianità ,  si perda di vista la ricerca finale , la "Quest" dei cavalieri medievali : la ricerca di un packaging che risponda a tutti i requisiti e le aspettative che su di esso hanno i produttori , i consumatori e tutti gli attori che in qualche modo entrano in contatto con esso.
Vale la pena di ricordare quindi che il segreto per portare a termine la ricerca del nostro Santo Graal è che alla Tavola Rotonda del Packaging Design si possano sedere tutti i convitati , visibili o invisibili che siano.
Scopri di più nle mio nuovo post su il Brand.it

sabato 8 dicembre 2012

Packaging eco-illogico : la valigetta Melinda

Sono combattuto lo confesso. Quando ho visto questa "valigetta" per le mele Melinda ho avuto un sussulto. La prima reazione è stata :"bellissima , grande idea !". Poi ho fatto una riflessione : le valigette vengono messe nel carrello e poi nel sacchetto della spesa.L'utilità quindi della struttura è pari a zero.
La struttura è in cartone con una parte in plastica che sono in effetti separabili con facilità ma è la creazione di un packaging non necessario che mi lascia perplesso .
L'idea in sé è brillante ma assomiglia al cappottino per i cani : simpatico ma inutile.

sabato 1 dicembre 2012

Il Museo dei Formaggi

Può una pagina di (sublime) letteratura raccontare e spiegare cosa vuol dire fare Packaging Design ?
Può uno scrittore come Italo Calvino , a volte erroneamente giudicato freddo e "matematico" , farci sentire l'emozione che può trasmettere un prodotto presentato in modo efficace?
Può un racconto farci capire che il packaging deve parlare alla "pancia" del consumatore e non al suo cervello ?
Scopriamolo assieme nel mio nuovo post su ilbrand.it !

domenica 25 novembre 2012

Eco-shopper nel segno del ri-uso


Oggi ospito volentieri un progetto intelligente ed ecosostenibile :   Isobag 
Sappiamo da anni che una delle leve fondamentali per ridurre i rifiuti e il costo del loro smaltimento è quella del ri-utilizzo del packaging.
In altre parole se un packaging ha un utilizzo che va oltre quello di trasportare il prodotto fino a casa , allora possiamo sperare che non finisca nel cesto della carta o della plastica ma abbia una seconda vita , ritardando il momento nel quale diventerà un rifiuto da smaltire.
Nel caso che presento oggi la Packing Trade, azienda specializzata in sacchetti e shopper , ha creato una shopper per prodotti da asporto , caldi o freddi che siano,  che hanno la necessità di mantenere invariata la temperatura durante il trasporto.
Isobag  nasce proprio con l'idea di sostituire le tradizionali soluzioni usa e getta con una struttura e materiali che ben si prestano al ri-uso.
La shopper infatti può essere piegata e riposta in attesa di essere ri-utilizzata per portare una torta , un piatto o delle bottiglie ad un cena tra amici o nelle occasioni di feste in famiglia.
Il fondo piatto di grandi dimensioni , come si vede nelle foto , è fatto in modo da poter ospitare vassoi , casseruole e contenitori di grandi dimensioni.
Isobag è molto robusta e può portare pesi superiori al kg e garantisce una lunga durata della shopper per molti molti molti ri-usi !
Come ricordava il governo scozzese in una recente campagna di sensibilizzazione : "Re-member to Re-use you bags !"
Mi sembra che alla Packing Trade ci siano proprio riusciti !








sabato 17 novembre 2012

Uno sguardo oltre il packaging

 In un recente post per ilbrand.it "Surf neuronale sulle onde del packaging" ho avuto modo esporre il mio punto di vista sul packaging e sulla progettazione .
In sintesi dico che il ruolo del packaging designer deve essere anche quello di andare oltre l'aspetto funzionale e di osare qualcosa in più , di cercare di parlare più alla pancia che alla testa del consumatore .
Nello stesso periodo mi sono arrivate segnalazioni da alcuni amici (grazie a Marco e Andrea !) relative a packaging orginali , divertenti , provocatori e soprattutto in grado di suggerire terze , quarte e forse quinte dimensioni che vanno oltre gli aspetti più banali di un packaging.
Insomma con il packaging si può ancora inventare e stupire e le foto che riporto lo dimostrano in maniera chiarissima !







lunedì 22 ottobre 2012

La Messa.....in Macchina


La messa in macchina è una cerimonia pagana dall’esito incerto nella quale un giovane professionista, detto Product Manager , viene inviato presso una azienda di stampa con il compito di approvare la prima tiratura di uno stampato.
Il giovane professionista in questione ha in genere studiato economia , marketing & comunicazione, e di solito nulla sa del processo di stampa , cionondimeno si suppone che sia in grado di ottenere un buon risultato basandosi su un manufatto alieno detto “prova colore”  .
Una cerimonia basata su simili presupposti può avere esiti diversi che sono :
-       il PM si fida dello stampatore e accetta un risultato simile alla sua prova colore ma una volta in ufficio viene severamente redarguito dal suo capo o peggio la sua azienda contesta il prodotto .
-       Il PM non si fida dello stampatore e la cerimonia della Messa in Macchina può protrarsi ben oltre la giornata lavorativa con un progressivo deterioramento dei rapporti umani e interpersonali che non garantiscono comunque un buon risultato.
Per far si che i casi sopra citati non si verifichino non è necessario avere una conoscenza enciclopedica del processo di stampa ma semplicemente conoscere alcune regole base che possono aiutare il PM a raggiungere un risultato soddisfacente.
Le parti in corsivo fanno riferimento alle norme UNI 12647 riconosciute a livello internazionale.
Un buon riassunto di tali norme lo potete trovare cliccando qui .

sabato 6 ottobre 2012

La Farmacia : da tempio a bazar ?

Non credo ci sia bisogno di evidenziare una realtà che è sotto gli occhi di tutti.
Le farmacie si stanno rapidamente evolvendo e l'importanza del fatturato dei farmaci da banco , dei cosmetici , degli alimenti speciali e più in generale dei prodotti legati al benessere in senso lato è diventata preponderante rispetto al farmaco su prescrizione.
Come ha recentemente sintetizzato una anziana signora che faceva la coda assieme a me in farmacia  "sembra di essere al supermercato !".